San Gennaro a Montecassino – Come fu salvato il Tesoro nella Seconda guerra mondiale.

Un principe, un abate, un monaco e un “re di Poggioreale“: la loro abilità consente di ammirare ancora oggi, a Napoli, i principali capolavori orafi di uno dei Tesori più ricchi al mondo.

Questo libro di Nando Tasciotti ricostruisce la rocambolesca storia di tre piccole casse che nascondevano la meravigliosa collana, la preziosissima mitra (con oltre tremila diamanti, rubini e smeraldi) e vari calici dorati e gemmati del Tesoro di San Gennaro. E una storia che si intreccia con la “battaglia di Cassino“, una delle più lunghe della Seconda guerra mondiale, caratterizzata dal bombardamento aereo dell’abbazia di Montecassino (15 febbraio 1944): un “tragico errore” degli Alleati anglo-americani, con responsabilità anche dei tedeschi.

Ecco alcuni degli interrogativi ai quali viene data risposta:

  • Perché quelle tre casse, a maggio ’43, furono portate in quell’antico monastero benedettino?
  • Come riuscirono, i monaci, a nasconderle ai tedeschi tra pergamene, codici miniati e reliquie e a farle arrivare a Roma – a ottobre di quello stesso anno – proprio con un loro camion?
  • Perché il Papa, Pio XII, inizialmente non le voleva in Vaticano?
  • Perché, infine, per riportarle a Napoli, nel 1947, si fece ricorso alla scorta di un “guappo” autoproclamatosi “re di Poggioreale”?

Il museo è APERTO fino alle 14:00. Ultimo ingresso alle 13:30

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Anche quest’anno la pandemia ci sta tenendo distanti, ma l’arte non si arrende: il Museo del Tesoro di San Gennaro spalancherà le sue porte virtuali in occasione della Pasquetta 2021.

L’appuntamento è alle ore 11.00 di lunedì 5 Aprile 2021 in diretta Facebook sulla pagina ufficiale del Museo del Tesoro di San Gennaro.
A guidarvi ci sarà una guida d’eccezione: @paolojorio , fondatore e direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro.

Sarà un’occasione emozionante per scoprire non solo i tesori e le meraviglie presenti nel Museo, donati dai potenti di ogni epoca e devoti a San Gennaro, ma anche curiosità e aneddoti inediti.

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Auguriamo a tutti una Buona Pasqua con l’opera dell’argentiere Filippo Del Giudice: il Cristo Risorto (1767).

La statua in argento è realizzata con la tecnica della fusione e il Cristo Risorto ricoperto da un panneggio finemente lavorato a cesello che ricade morbido sul braccio destro alzato benedicente e lascia scoperto il corpo dalla magnifica posa plastica.
La statuetta, che in origine probabilmente era dotata di una base, presenta il Cristo posto su una nuvola decorata da testine di putti alati, recante nella mano sinistra una bandiera.

La sua originaria destinazione era la decorazione dell’altare maggiore della Cappella del Tesoro, durante le festività pasquali.

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Celebriamo questo #venerdìsanto con la Croce d’Altare (1707), esposta nel #museodeltesorodisangennaro .
L’opera è considerata una delle dieci meraviglie del Tesoro di San Gennaro per la sua ricchezza intrinseca, per la sua sobrietà e per la bellezza plastica del Cristo.
È uno dei rarissimi esempi esistenti di argenteria napoletana settecentesca decorata in corallo.
Si hanno poche notizie sulla lavorazione del corallo in età barocca, ma sembra essere molto diffuso l’accostamento del corallo all’argento e al rame dorato.
Al tempo questo tipo di lavorazione incontrava largamente il gusto della committenza laica e di quella ecclesiastica.
La croce è stata sicuramente realizzata a Napoli, grazie alla presenza dei marchi impressi che indicano la data e il console dell’epoca, Nicola Avitabile.
Non abbiamo notizie sull’argentiere, ma la Committenza è certa. Al centro della base vi è lo stemma della famiglia Spera, che dona la croce a San Gennaro per devozione.

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