Distaccata e austera, la regina Maria Teresa D’Austria aveva poco del calore e della cordialità tanto apprezzati nel Sud. Figlia dell’arciduca Carlo d’Asburgo-Teschen e di Enrichetta di Nassau Weilburg, Maria Teresa fu la seconda moglie di Ferdinando II di Borbone.

Nonostante le personalità molto diverse, solare quella di Ferdinando, riservata quella di Maria Teresa, i due ebbero un matrimonio sereno.

La regina Maria Teresa D'Austria La regina fu lontana dalla vita politica, preferendo stare in disparte ad accudire i dieci figli avuti da Ferdinando II. Quando, tuttavia, bisognava prendere una posizione, non c’erano dubbi: Maria Teresa prediligeva la linea assolutista, spingendo in quella direzione anche il marito e, alla sua morte, il figliastro Francesco II. Su quest’ultimo la sovrana ebbe sempre una grande influenza. Nonostante le proteste della moglie, la liberale Maria Sofia di Baviera, Francesco fu spesso compiacente verso la matrigna, per la quale nutriva un rispetto misto a soggezione.

La linea dura di Maria Teresa la rese sgradita ai napoletani, tanto da farle guadagnare l’appellativo di “regina che non sorride mai”. Lei stessa amava poco la città, preferendo vivere a Caserta o a Gaeta.

Non che fossero mancati i tentativi di ingraziarsi il popolo partenopeo. Celebre fu la donazione di un superbo ostensorio a San Gennaro in occasione delle sue nozze, nel 1837. La realizzazione di questo capolavoro, oggi custodito presso il Museo del Tesoro di San Gennaro, fu affidata a uno dei più apprezzati orafi di Napoli, Gaspare de Angelis, che usò per la composizione un gran numero di pietre preziose.

Di San Gennaro portava il nome anche l’ultimogenito della regina, tragicamente scomparso a Roma, in seguito a un’epidemia di colera scoppiata nel 1866. La regina accudì amorevolmente il figlio e alla fine ne fu contagiata. Ad assisterla negli ultimi giorni della sua vita fu Francesco II, il quale, nonostante i conflitti che ci furono a corte, pianse con dolore la scomparsa della matrigna, che avvenne l’anno successivo, nel 1867.

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Santa Rita da Cascia
Luigi De Luca, 1928
Argento sbalzato, inciso, cesellato e con
elementi a fusione, rame dorato
Napoli, Cappella del Tesoro di San Gennaro

Dichiarata patrona di Napoli nel 1928

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Disposizioni e Comunicazioni relative al Covid19

18 Mag, 2020

Il Museo del Tesoro di San Gennaro è attualmente chiuso. Seguite il sito e le nostre pagine per essere aggiornati sulla data di riapertura.
Uff. Comunicazione
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Vincenzo Caruso
San Pasquale Baylon
1845
Argento sbalzato e cesellato, bronzo dorato
Napoli, Cappella del Tesoro di San Gennaro

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Prodigio avvenuto!
Già sciolto. Ore 19.01
Comunicano il fazzoletto sventolato da Riccardo Imperiali deputato
e il cardinale Crescenzo Sepe
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